Le cellule staminali hanno trovato applicazione in due diversi ambiti clinici-medici. È molto importante ricordare che, prima di poter introdurre l’uso di terapia con cellule staminali, per prima cosa occorre dimostrare in vitro e in vivo a livello pre-clinico in laboratorio, e quindi non sull’uomo, l’effetto del trattamento. La descrizione deve essere ben dettagliato e riproducibile e l’efficacia del trattamento dimostrabile. Nel momento in cui si riscontra una effettiva azione legata alla terapia associata alle cellule staminali si può fare una validazione di ciò che si è ottenuto in piccolo campione di soggetti e poi su più ampia scala. Solo allora si può dire diLeggi altro →

La storia delle cellule staminali inizia a metà dell’Ottocento quando il biologo tedesco Ernst Haeckel usa per la prima volta nella letteratura scientifica questo termine (“stamzell” in tedesco). In quegli anni però, le cellule staminali erano considerate come l’antenato unicellulare di tutti gli organismi. Questo concetto, seppur distante alle cellule staminali come le conosciamo noi, viene anche ricalcato da un medico italiano, Giulio Bizzozero, che studiando i tessuti del corpo umano li classifica in tre grandi gruppi: labili (es. midollo osseo), stabili (es. fegato), perenni (es. tessuto nervoso). Descrive i primi come sotto costantemente processo di rigenerazione al fine di conservarne immutate la costituzione eLeggi altro →

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